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giovedì 23 febbraio 2017

La cometa di Halley

Ho visto uno che mi piace!
Considerando che, stranamente, non si tratta di un attore/cantante/speaker/calciatore/opinionista/pallavolista/musicista/chef stellato/imprenditore/modello/giornalista/fonico/regista/aiuto regista/aiuto dell'aiuto regista e - per non dare false speranze a mia madre, neanche di un Medico - ne sono entusiasta!
Pensate che un fatto simile non succedeva a occhio e croce da 2 anni, 3 mesi, 18 giorni, 11 ore e 24 secondi...25...26...27...28... insomma, ora devo "solo" presentarmi a lui e farlo innamorare di me, possibilmente mentre vado a far stampare le partecipazioni del nostro matrimonio.👰🏻

#silovoglio
#cometadiHalley

giovedì 3 novembre 2016

Al contadino non far sapere

Casa nuova giorno 2: non ho ancora il gas in cucina, ma mi hanno messo Sky.
Così ho potuto riprendere la mia attività di attenta osservatrice dei programmi più inutili della storia della tv a colori dal 1977 (anche se non c'ero ancora) a oggi.
Dietro suggerimento ho visto per pochi minuti (di più ammetto che finanche io ce la posso fare) " Il Contadino Cerca Moglie " su Fox Life, pretendo che Sky - fosse anche solo per la devozione che mi lega a loro - mi dedichi un programma.
Il titolo sarebbe "Laureata, blogger, account, social media manager, ma soprattutto aspirante speaker radiofonica, cerca un cretino qualunque, alto e fedele". Ok, se i requisiti sono troppi, va bene anche solo alto. Astenersi morti di fame, che basto già io.
Ho solo un dubbio sulla presentatrice del programma, io pensavo ad Alda D'Eusanio, sempre se non ha già altri impegni, che ne dite?







martedì 24 marzo 2015

Happy Birthday Pretty Woman

Il 23 marzo 1990 ha cambiato la vita di molte donne di tutto il mondo. 
Più importante della festa della donna, più sentita della possibilità di votare, più entusiasmante di una svendita di Prada e più sexy di Brad Pitt in "Vento di Passioni".
Quello è il giorno in cui usciva nelle sale americane, e nel resto del pianeta poi, "Pretty Woman". 
Ricordo perfettamente la 1° volta che l'ho visto. Per il mio 9° compleanno, la mia mamma (che era già "avanti") noleggiò un paio di VHS da far vedere ai miei invitati: uno, un po' più d'azione, "Beverly Hills Cop II" e l'altro, appunto, "Pretty Woman". Ricordo bene anche l'imbarazzo dei miei compagni di 5° elementare, le risatine maliziose delle femmine e quelle dettate dagli ormoni del maschi davanti alle (poche) scene di sesso tra Julia Roberts e Richard Gere. Oggi forse mia madre si beccherebbe una denuncia dalle altre mamme per la scelta di quel film, che nei 25 anni successivi, ho visto e rivisto decine di volte fino a conoscerne a memoria le battute. Strano poi, perchè non sono una romantica, nè una sdolcinata, tantomeno una grande sognatrice, anzi ho sempre pensato di avere i piedi anche troppo ancorati a terra, ma quando si tratta di "Pretty Woman", mi rimbambisco del tutto. 
Guai a pensare che sia solo un film o un campione di incassi, sarebbe riduttivo. 
Per la maggior parte del popolo femminile (e non solo) quella è "la commedia romantica" per eccellenza, un Must, una specie di testo Sacro, e sono certa che per alcune abbia anche significato qualche decina di sedute dall'analista. 
Già, perchè è difficile accettare che una prostituta, lavorando sul ciglio della strada si imbatta in un tipo figo a bordo di una Lotus con cambio manuale, che lo possa abbordare per passare con lui una notte, che poi diventeranno sette e che non le lasceranno solo i 3.000 dollari pattuiti, ma anche decine di vestiti stupendi, partite di polo, serate all'opera, viaggi in voli privati, un collier di brillanti e rubini che manco Sofia Loren ha mai indossato, e la possibilità di imparare a riconoscere forchette e bicchieri degni di una misenplace di lusso per cene in cui mangerà cibi raffinati e "stronze lumachine". Ovviamente alla fine della settimana, la signorina ed il ricco uomo di affari si innamorano e, con tanto di rose rosse e finale a lieto fine, come in ogni favola, vivono per sempre felici e contenti. 
Ed è allora, da 25 anni a questa parte, che si consuma una tragedia: quando la donna comune, quella della vita reale, una di noi insomma, quella che per strada al massimo incontra uno calvo e con la panza che (sempre se non è sposato e stronzo), se tutto va bene possiede un'utilitaria, e che in 7 giorni, al massimo le propone una doppietta cinema/pizza e l'unica rosa che le avrà regalato è stata per esasperazione di quel venditore cingalese che lo ha placcato fuori dalla pizzeria. Ed eccola lì lei, povera, triste, delusa e scoraggiata chiedere all'amica "Fammi un solo esempio di una che conosciamo alla quale è andata bene". La risposta, proprio come nel film è sempre "Quella gran culo di Cenerentola!".

venerdì 20 marzo 2015

L'uomo (è) barbuto

Chi mi conosce sa che amo pulire, riordinare e che sono anche un po' schifiltosa. La lista delle cose che mi fanno rabbrividire sono davvero numerose e i maschietti, in genere, sono campioni nel farne molte: al primo posto della hit parade dello schifo ci sono le bestemmie, seguono a raffica flautolenze, rutti e tirate su di naso (che non fa solo Shrek evidentemente), ma anche i residui di dentifricio nel lavandino, o i capelli nel tubo di scarico della doccia, in grado di portarmi anche alla crisi isterica. Basterebbe trovare un uomo calvo? Eh no, perchè a volte è sufficiente un peletto di barba non attaccato alla faccia per disgustarmi. Uno glabro, allora? Giammai!
Io AMO gli uomini muniti di peli sul petto e barba, mentre darei l'ergastolo a chi si depila, fatta eccezione per le spalle: unica parte del corpo di un uomo su cui dovrebbe mettere le mani l'estetista. Il maschio è tale, se è pure peloso.
L'avvocato Agnelli probabilmente inorridirebbe nel vedere che "stiloso",  oggi,  non è più l'uomo con la faccia liscia come il sedere di un bambino, ma quello peloso come Barbabarba (dei Barbapapà). Eppure è così. Pensate (non troppo intensamente) a Carlo Cracco, Pier Francesco Favino o Jovanotti, ma anche Bradley Cooper o Robert Downey Jr.  Tutti incredibilmente affascinanti anche grazie a quello strato di peluria che gli copre, in certi casi, delle deliziose facce da fessi.
Considerate che i peli sul viso di un uomo sono tra i 6 e i 25 mila, hanno la resistenza di un filo di rame e un diametro di 100 micron, il doppio di quello di un capello.
Lo sapevate? Ecco che il mio blog serve a qualcosa!
La moda poi non aiuta se pensiamo che gli Hipster (corrente che per me potrebbe tranquillamente estinguersi entro domani mattina) portano barbe lunghissime, incolte, stile mormone, accostate ad outfit che di maschio, altrimenti avrebbero ben poco.  Ma torniamo al mio essere schifiltosa. Da un recente studio dell'università di Birmingham, in Inghilterra, che ha esaminato le mascherine chirurgiche di alcuni medici, risulta che le barbe maschili (specialmente quelle più folte degli hipster), "ospitano" sul viso circa 20mila batteri ed agenti patogeni.
20.000.
Ripeto, ventimila.
Si perchè la barba, crescendo, tende ad arricciarsi e a creare delle pieghe che intrappolano lo sporco.
Oh cazzo! E come faccio io? Vabbè dai, il giorno in cui dormirò con Carlo Cracco ci penso.