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domenica 7 maggio 2017

The proposal

Chiara Ferragni oggi compie 30 anni ed il suo fidanzato Fedez, davanti all'intera Arena di Verona, le dedica un video fatto di loro foto, limoni, viaggi e tipo una miliardata di selfie, poi le ha cantato una canzone, ha aggiunto una frasetta ad effetto, si è inginocchiato, ha aperto un astuccio blu e le ha chiesto di sposarlo. Lei vestita da Dio (il Dio Yves San Laurent), piangendo, ha detto di Sì. 

Seguono le mie 10 considerazioni in merito: 

1) innanzitutto oggi se c'è un compleanno da festeggiare è quello della mia migliore amica (ancora tanti auguri Federica) e non è carino cercare di offuscarla con questa cafonata.

2) quando li ho compiuti io 30 anni ero stata da poco licenziata, l'umore non era al massimo e avevo invitato amici a casa mia preparando (male) tutto io, compreso la torta pandistelle. 

3)chiara per i suoi 30 anni ha preso un intero eurostar pieno di palloncini rosa e portato i suoi 30 migliori amici a Venezia e poi a Verona al concerto di Fedez. Io da 15 anni prendo almeno 4 eurostar al mese, li pago tutti, non mi regalano mai nulla se non un buono da 10 euro o dei punti su carta freccia.

4) una volta frequentavo anche io dei cantanti, eppure non mi è mai a tata dedicata una canzone, forse nemmeno il caro vecchio "ollelè ollallà".

5) non ho mai tenuto nessuna lezione di marketing all'università di Harvard come lei, al massimo la mia tesi in "Scherzi" della comunicazione in Italia.

6) dopo la laurea volevo diventare autrice di programmi televisivi, poi l'unica cosa che ho scritto è stato questo blog.

7) ah già, il blog: sia io che Chiara ne abbiamo uno, solo che a lei frutta milioni di euro (e vestiti gratis) mentre a me... sta cippa! 

8) non sono mai stata chiamata "Raviolo", come la chiama Fedez, ma se a qualcuno venisse in mente di farlo, preferirei "Parmigiana di melanzane", certamente più affine a me. #sapevatelo

9) mai ricevuto uno straccio di proposta di matrimonio in vita mia, ma se anche arrivasse, non credo potrei accettarla se fatta da uno più basso, più giovane e più povero di me.

10) non sono una rosicona, quindi tanti auguri a Fedez e Chiara fonte inesauribile di notizie da spendere a cena con le amiche e di ispirazione del mio blog no profit. 







domenica 7 febbraio 2016

Grazie dei Fiori

Melissa Satta oggi compie 30 anni ed il suo fidanzato, Kevin-Prince Boateng, calciatore fisicato ricco giovane e metrosexual, le ha regalato 300 rose. 
Per essere più precisi, divise in 3 gruppi da 100 di colori diversi: bianche, rosa chiaro e rosse.
La festeggiata lo ringrazia pubblicamente e, anche se non sembra, dalla veletta da vedova che ha indossato nella foto, si dichiara fortunata. 
Fortunata???? 
Tesoro.... credimi, per quanto super gnagna tu sia, e te li possa meritare tutti quei fiori, sappi che SI, SEI FORTUNATA. 
Nella vita di una donna normale, neanche sommando i fiori ricevuti alla nascita dal Papà, alla prima comunione dalla Nonna, ai 18 anni di nuovo da lui, Papà, all'appendicite dalla mamma, alle mimose della festa della donna portate dai compagni di classe Nerd, qualche margherita di campo, e a quelle 4 rose che qualche uomo ti ha comprato pur di togliersi di torno il venditore cingalese all' uscita del ristorante (quando ancora non aveva capito se ci saresti stata o meno), ecco, neanche così si arriva a 300... non prima del tuo funerale, almeno. 
Comunque tanti Auguri Melissa 😒
#graziedeifiori


venerdì 1 maggio 2015

Dica 34

E' da un po' di giorni che non scrivo nulla sul mio blog, un po' perchè mi è mancata l'ispirazione - se così si può definire - e un po' perchè sono stata presa dal lavoro, da qualche visita medica, dalla mia vita familiare e dal mio compleanno! Che se fosse solo per i regali e gli auguri di chi ti vuole bene, o quelli comunque graditi di tutti coloro che accendendo Facebook, passano a farteli sulla bacheca, sarebbe anche bello! Ma se poi, come faccio io, ci si sofferma ansiosamente a pensare alla cifra di anni... bhè, l'entusiasmo passa in un attimo.
34.
Ho 34 anni.
Trentaquattro.
Inevitabile per me fare i bilanci, pensare a cosa ho combinato di buono in questi anni e cosa ancora non ho raggiunto. A quella che sono e quello che vorrei essere. A quello che ho e quello desidero ancora. Il mio personale bilancio non è nemmeno dei peggiori, se solo lo avessi fatto in 10 anni di meno. Invece no, ho tutti questi anni e non ne avevo mai avuti cosi tanti prima! :-P
Finchè erano 33, che pure mi sembravano parecchi, per qualche mese, almeno, ho potuto dire di averne quanti Radio Deejay (chi mi conosce sa che è il mio sogno quasi proibito), oppure quanti i giri di un vinile, ma 34? Non c'è niente di carino da associare a questo numero! Pensateci: i gatti della canzone erano 44 e se anche volessi adattarli alla mia età, non potrei più dividerli per 6 con il resto di 2. Non sono 24 come i mila baci di Celentano. Non sono 54 come il fighissimo studio di New York frequentato da Andy Warhol. Ma nemmeno 84 come l'Equipe in cui cantava Maurizio Vandelli. Per fortuna non sono i 27 di Kurt Cobain, Jim Morrison o Amy Winehouse, ma ahimè neanche i 25 anni di Federica Nargi. Non sono 23 come lo storico numero della maglia di Michael Jordan, nè 10 di quella di Maradona e nemmeno il 7 di Cristiano Ronaldo.
Non sono 25 come il Natale e nemmeno 31 come l'ultimo dell'anno.
Non sono 5 come le dita di una mano, 12 come gli apostoli, ma neanche 3 che invece è così perfetto. Non sono 7 come i nani, le meraviglie del mondo, le vite di un gatto, i colli o i Re di Roma. Ma allo stesso tempo non sono manco 77 come le gambe delle donne, che poi io sempre avute solo 2 e nemmeno le vorrei le altre 75. Non sono i 40 anni del divino David Beckham, non i meravigliosi 50 di Robert Downey Jr, nè gli 81 stupendamente portati da Giorgio Armani.
Paradossalemente non sono i 90 della paura, eppure mi spaventano parecchio.
Sono inutilmente 34: ho appena superato di uno gli anni di Cristo, ma lui si sa, si era fermato ad Eboli, io almeno qualche viaggetto in più, l'ho fatto.


martedì 24 marzo 2015

Happy Birthday Pretty Woman

Il 23 marzo 1990 ha cambiato la vita di molte donne di tutto il mondo. 
Più importante della festa della donna, più sentita della possibilità di votare, più entusiasmante di una svendita di Prada e più sexy di Brad Pitt in "Vento di Passioni".
Quello è il giorno in cui usciva nelle sale americane, e nel resto del pianeta poi, "Pretty Woman". 
Ricordo perfettamente la 1° volta che l'ho visto. Per il mio 9° compleanno, la mia mamma (che era già "avanti") noleggiò un paio di VHS da far vedere ai miei invitati: uno, un po' più d'azione, "Beverly Hills Cop II" e l'altro, appunto, "Pretty Woman". Ricordo bene anche l'imbarazzo dei miei compagni di 5° elementare, le risatine maliziose delle femmine e quelle dettate dagli ormoni del maschi davanti alle (poche) scene di sesso tra Julia Roberts e Richard Gere. Oggi forse mia madre si beccherebbe una denuncia dalle altre mamme per la scelta di quel film, che nei 25 anni successivi, ho visto e rivisto decine di volte fino a conoscerne a memoria le battute. Strano poi, perchè non sono una romantica, nè una sdolcinata, tantomeno una grande sognatrice, anzi ho sempre pensato di avere i piedi anche troppo ancorati a terra, ma quando si tratta di "Pretty Woman", mi rimbambisco del tutto. 
Guai a pensare che sia solo un film o un campione di incassi, sarebbe riduttivo. 
Per la maggior parte del popolo femminile (e non solo) quella è "la commedia romantica" per eccellenza, un Must, una specie di testo Sacro, e sono certa che per alcune abbia anche significato qualche decina di sedute dall'analista. 
Già, perchè è difficile accettare che una prostituta, lavorando sul ciglio della strada si imbatta in un tipo figo a bordo di una Lotus con cambio manuale, che lo possa abbordare per passare con lui una notte, che poi diventeranno sette e che non le lasceranno solo i 3.000 dollari pattuiti, ma anche decine di vestiti stupendi, partite di polo, serate all'opera, viaggi in voli privati, un collier di brillanti e rubini che manco Sofia Loren ha mai indossato, e la possibilità di imparare a riconoscere forchette e bicchieri degni di una misenplace di lusso per cene in cui mangerà cibi raffinati e "stronze lumachine". Ovviamente alla fine della settimana, la signorina ed il ricco uomo di affari si innamorano e, con tanto di rose rosse e finale a lieto fine, come in ogni favola, vivono per sempre felici e contenti. 
Ed è allora, da 25 anni a questa parte, che si consuma una tragedia: quando la donna comune, quella della vita reale, una di noi insomma, quella che per strada al massimo incontra uno calvo e con la panza che (sempre se non è sposato e stronzo), se tutto va bene possiede un'utilitaria, e che in 7 giorni, al massimo le propone una doppietta cinema/pizza e l'unica rosa che le avrà regalato è stata per esasperazione di quel venditore cingalese che lo ha placcato fuori dalla pizzeria. Ed eccola lì lei, povera, triste, delusa e scoraggiata chiedere all'amica "Fammi un solo esempio di una che conosciamo alla quale è andata bene". La risposta, proprio come nel film è sempre "Quella gran culo di Cenerentola!".