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giovedì 26 gennaio 2017

GiangioLa La Land

Ogni tanto posso tirarmela un po' anche io?
Bene, ieri sera ero all'anteprima di "La la land". Per carità, non ho nessuna intenzione di passare guai sul lavoro nè, quindi, di spoilerare niente sul film, dirò solo che è davvero bello, ma forse gli  8 Critic's Choise Awards, i 7 Golden Globes vinti e le 14 moninations ai prossimi Oscar, lo avevano già fatto ampiamente capire, o forse sono io che sono molto intuitiva? Non lo escludo.
Il film ha davvero una bella storia, è divertente, musiche stupende che canticchio da quando sono uscita dalla sala, costumi bellissimi, e gli attori poi,  Emma Stone è bravissima, e poi anche "coso" devo dire che mi ha stupito. Ecco, quel che mi preme raccontare oggi in questo mio amato spazio, è proprio la questione che riguarda lui, Ryan Gosling, "coso" appunto.
Avete presente? Biondino, occhietti piccoli, col capello sempre rileccato, leggera gobbetta al naso e la forma della bocca strettina che non mi ha mai convinto. Orietta Berti, mia guru, insegna che quelli con le labbra come le sue sono uomini di cui non fidarsi, e avendolo detto Oriettona io non ne potevo non tenere conto, perfino andando contro la divina (Selvaggia Lucarelli) che da sempre tesse le lodi di quest'uomo e quando lo avevo visto nel film "Le pagine della nostra vita" tra noi non era scattata nessuna scintilla.
Intendiamoci, brutto unn'è mai staho (oggi torno a Firenze , si sente?) ci mancherebbe, ma non si era mai meritato un posto nel mio personalissimo Olimpo, quello in cui Jude Law, Michael Fassbender e George Clooney convivono, lavano la macchina il sabato mattina, giocano a carte e si danno il cinque con Alessandro Gassman, Jovanotti, Carlo Cracco e un altra decina di personcine moooooolto carine. Diciamo che tra il bene il male, lo yin e lo yang, il bianco e il nero, la destra e la sinistra, il farmelo o non farmelo, se proprio un Ryan nella mia vita doveva esserci, era Reynolds e non Gosling.
Poi ieri sera, oltre che il film dell'anno ero curiosa anche di vedere lui e.... bah... che dire? Devo confessare che - sperando che la Berti non la prenda male, ma se anche lei avesse sentito come canta, e visto come gli cascano bene i pantaloni in tutto il film e quelle sue dita lunghe e affusolate suonare il piano, mi capirebbe e gli aprirebbe lei stessa la porta (di casa mia Orietta, non la tua), ci darebbe la sua benedizione e ci consiglierebbe di cambiare il nome sul nostro citofono con "Giangiola la land"
Benvenuto quindi anche a Ryan Gosling nella mia vita, con quei bei calzoni, stellina, mettiti lì seduto vicino a Jake Gyllenhaal e fate pure amicizia.

 




martedì 19 gennaio 2016

Lorenzo

Me la ricordo la prima volta che l'ho visto: era un sabato sera ed in tv c'era Fantastico, forse presentava Adriano Celentano. Mia sorella maggiore, allora quattordicenne, lo riconosceva come il Dj del Lanternone, discoteca di Palinuro, località di mare che frequentiamo da prima ancora di nascere, mentre io ne rimanevo folgorata. Era il 1988, avevo 7 anni e scoprivo il mio primo, e forse unico, idolo: Lorenzo Cherubini, per tutti Jovanotti, o anche solo Lorenzo.
Così diverso da tutto quello che avevo visto e sentito nella mia "lunga" vita, cantava cose ben lontane dai Cocciante, Ranieri e Baglioni dell'epoca, diceva cose strane tipo "E' qui la festa?" e anzichè di amori non corrisposti o finiti  o, peggio ancora, finiti male, lui parlava di puzza di benzina e di Vasco (ndr Rossi) che per una bambina di sette anni, all'epoca rappresentava l'anticristo.
"Forte questo!" pensavo,e già ormonalmente scossa, aggiungevo..."e che fico!".
Dopo 28 anni di fedeltà assoluta, che forse solo Penelope - se fosse stata vera - avrebbe potuto dedicare a Ulisse, stento a credere che lo stesso che urlava "Gimme Five", e al quale non si sa perchè, bisognava rispondere "Alright", sia lo stesso che mi ha smosso e commossa negli anni successivi con "Come musica", "Luna di città di Agosto", "La terra degli uomini" o "Gli Immortali".
Possibile sia quell'animale, di cui non ho ancora capito esattamente la specie e la razza di appartenenza, ma che ieri sera nella tappa di Firenze del suo tour (bada bene, il secondo in un solo anno), mi ha fatto ridere, ballare, cantare, urlare e divertire un sacco per due ore??? Il bello poi è che di suoi concerti ne avrò visti otto, o forse nove o dieci, non ricordo, ma ogni volta, mi lascia con i miei soliti interrogativi senza risposta:
Ma siamo proprio sicuri che abbia (quasi) 50 anni?
Ma siamo sicuri che non si droghi?
Ma come fa a vestirsi così, senza sembrare ridicolo?
Ma quanto è bello?
Ma no, sul serio... QUANTO è bello?
Ma quanto sono lunghe quelle gambe poi?
Ma quanto la ama "quella"? (si perchè le fan, sono gelose perfino delle mogli)
E per quanto sembri incredibile, lo guardo sul palco e rivedo lo spilungone con il cappellino "Boy" messo di lato che ciondolava a Sanremo, quello del poster appeso in camera mia con la divisa da militare, quello di cui avevo il quaderno ed il diario con scritto "Yo", quello che cantava "io ti cercherò" durante il mio 1° bacio a una festa delle medie, l'unico capace di farmi smettere di mangiare carne per qualche mese (per fortuna poi sono tornata cannibale), quello dei pomeriggi su DeeJay Television, quello della giraffa sull'avambraccio, quello con la risata ed il naso storto più bello che abbia mai visto.
Quello che di mestiere non fa il cantante, ma il comunicatore, che è molto di più.
Quello a cui, anche ieri sera, all'immancabile "Gimme Five", abbiamo urlato come sempre,  "Alright".



Ps: Il video, compreso il montaggio, mi sono divertita a farlo stamattina, con le orecchie, gli occhi e il cuore ancora pieni. 


                                   





martedì 3 novembre 2015

...sempre piaciuto!

Qualche mese fa mi sono già trovata in questo spazio a trattare della mia preferenza per gli uomini barbuti, scoprendo con orrore e dispiacere che all'interno delle loro folte barbe vivevano serenamente migliaia di batteri. Dopo aver pensato ad ogni genere di soluzione per convivere serenamente con questa mia passione pelosa, quando avevo quasi superato la notizia senza dover ricorrere alla allo psicologo Morelli, senza parlarne con Crepet e prima di vedermi costretta ad interpellare quei programmi di Real Time tipo "malattie-rare-e-contagiose-e-che-portano-pure-sfiga", ZAAAAC, arriva un' università di non so dove con dei ricercatori stronzi e rosiconi che si divertono a distruggere di un altro po' il mio prototipo di uomo ideale e barbuto, uffaaaa!
Allora, pare che stavolta il beard men che tanto piace a me e al 35% delle donne, sia più propenso al tradimento, alla rissa ed al furto. Nient'altro? No, fate voi...
Dunque, tra i barbuti esaminati, il 47% tradisce abitualmente il partner mentre tra i glabri solo il 20% lo fa. Capirai, io già avevo un' attrazione fatale per quelli con il sorriso da #figliodiputtana, a questo punto, figuriamoci che può combinarmi uno che intorno c'ha pure una folta barba incolta?!?! Grazie ai suoi peli superflui, potrei improvvisamente avere più corna io di Emma Marrone immersa in un cesto di lumache!
Ma non finisce qui, perchè a quanto pare quello con il volto irsuto è pure uno dal cazzotto facile: il 45% ha infatti ammesso di essersi trovato coinvolto in una rissa, contro il 29% degli uomini senza barba che preferiscono dialogare anzichè azzuffarsi. In effetti Bud Spencer ne è la prova, ma mi pare che pure Terence Hill, nonostante la sua faccia pulita, ne desse di pugni! Certo il fatto che poi abbia preso i voti e che si faccia chiamare Don Matteo, potrebbe avvalorare questa teoria. Per alcune donne farà anche "macho" sta cosa del tipo rissoso, ma non per me, fifona e logorroica di natura, oltre che  poco propensa a dovermi portare collare a strozzo e museruola per uscire con uomo. E poi, io avevo un labrador, non un pitbull, vorrà pur dire qualcosa, no?!
Altro? Eh bhè sì certo... il tipo barbuto che tanto mi attrae è pure furfantello e lo dimostrano quei 40 maschi su 100 che invece di stare a casa a pettinarsi la barba, hanno dichiarato di aver rubato qualcosa nella loro vita, contrariamente al 17% di quelli con il visino liscio come il culo di un bambino che preferiscono chiedere uno sconto, casomai. Eh no dai, "mariuolo" no! Innanzitutto vorrei ricordarvi che Diabolik, mio mito di bambina, era perfettamente sbarbato, e Lupin pure. Ok, sono cartoni animati, ma io un barbuto che ruba tra i miei maschi ideali non ce lo vedo: Cosa può rubare Jovanotti, un'autoradio? E Kim Rossi Stuart secondo voi è mai andato via da un ristorante senza pagare il conto? Oppure ce lo vedete Carlo Cracco che ruba le sogliole dal pescivendolo? Ed escludo che siano Bradley Cooper o David Beckham a rubare le biciclette negli androni dei palazzi.
Che rubino un rasoio a quel punto, tanto pure sbarbati restano affascinanti!
In tutto siamo nel mese di "Movember", il nome viene da Mustaches (baffi in inglese) unito al mese in corso, durante il quale da qualche anno va un progetto molto importante: farsi crescere baffi e barba non per moda, ma per sensibilizzare gli uomini alla prevenzione delle malattie maschili, prostata in primis.
Per tutte le beard addicted, in questi 30 giorni, per non incappare in un fetente fedifrago e facilmente incazzoso meglio star chiuse in casa, e ricordatevi che i tipi senza barba assomigliano a Renzi, Bruno Vespa, il Papa e Justin Bieber, fate voi.







venerdì 20 marzo 2015

L'uomo (è) barbuto

Chi mi conosce sa che amo pulire, riordinare e che sono anche un po' schifiltosa. La lista delle cose che mi fanno rabbrividire sono davvero numerose e i maschietti, in genere, sono campioni nel farne molte: al primo posto della hit parade dello schifo ci sono le bestemmie, seguono a raffica flautolenze, rutti e tirate su di naso (che non fa solo Shrek evidentemente), ma anche i residui di dentifricio nel lavandino, o i capelli nel tubo di scarico della doccia, in grado di portarmi anche alla crisi isterica. Basterebbe trovare un uomo calvo? Eh no, perchè a volte è sufficiente un peletto di barba non attaccato alla faccia per disgustarmi. Uno glabro, allora? Giammai!
Io AMO gli uomini muniti di peli sul petto e barba, mentre darei l'ergastolo a chi si depila, fatta eccezione per le spalle: unica parte del corpo di un uomo su cui dovrebbe mettere le mani l'estetista. Il maschio è tale, se è pure peloso.
L'avvocato Agnelli probabilmente inorridirebbe nel vedere che "stiloso",  oggi,  non è più l'uomo con la faccia liscia come il sedere di un bambino, ma quello peloso come Barbabarba (dei Barbapapà). Eppure è così. Pensate (non troppo intensamente) a Carlo Cracco, Pier Francesco Favino o Jovanotti, ma anche Bradley Cooper o Robert Downey Jr.  Tutti incredibilmente affascinanti anche grazie a quello strato di peluria che gli copre, in certi casi, delle deliziose facce da fessi.
Considerate che i peli sul viso di un uomo sono tra i 6 e i 25 mila, hanno la resistenza di un filo di rame e un diametro di 100 micron, il doppio di quello di un capello.
Lo sapevate? Ecco che il mio blog serve a qualcosa!
La moda poi non aiuta se pensiamo che gli Hipster (corrente che per me potrebbe tranquillamente estinguersi entro domani mattina) portano barbe lunghissime, incolte, stile mormone, accostate ad outfit che di maschio, altrimenti avrebbero ben poco.  Ma torniamo al mio essere schifiltosa. Da un recente studio dell'università di Birmingham, in Inghilterra, che ha esaminato le mascherine chirurgiche di alcuni medici, risulta che le barbe maschili (specialmente quelle più folte degli hipster), "ospitano" sul viso circa 20mila batteri ed agenti patogeni.
20.000.
Ripeto, ventimila.
Si perchè la barba, crescendo, tende ad arricciarsi e a creare delle pieghe che intrappolano lo sporco.
Oh cazzo! E come faccio io? Vabbè dai, il giorno in cui dormirò con Carlo Cracco ci penso.