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sabato 1 agosto 2015

Amore Mondiale

Questo ragazzo si chiama Simone Ruffini, e' marchigiano, e proprio oggi, ai mondiali di Nuoto in Kazakistan, ha nuotato per 25 km in acque libere, insomma una specie di maratona nel fiume Kazanka. 
Per farlo ci sono volute 5 ore, cinque, durante le quali ha sopportato le correnti, la stanchezza, la fame, la sete e qualunque altra cosa si trovasse in quel benedetto fiume che, diciamocelo, non è proprio bello come il mare di Formentera.  
Simone si è classificato 1* aggiudicandosi la medaglia d'oro. Una volta salito sul podio per la premiazione, ha tirato fuori un cartello con cui chiede alla fidanzata (e collega) Aurora Ponsele' di sposarlo. 
Non ho ancora detto un dettaglio importante: Simone e' nato nel 1989, perciò ha solo 26 anni, ed io, con quasi 10 anni in più, non posso non chiedermi cosa c'è che non va nei miei coetanei, COSAAAAAAA?!? Gli ebeti che conosco io, al massimo fanno un tuffetto in riva al mare e quando escono, alla fidanzata chiedono di aspettarli sul bagnasciuga con l'asciugamano già aperto per loro che, piccini, hanno freddo! "Si ma, prima l'asciugamano,me lo scuoti ben bene dalla sabbia"? Ma subito, ovvio, non vogliamo mica che ti venga una fastidiosissima irritazione sul culetto! Decidiamo di lasciare la spiaggia e di tornare verso casa. Lui "Non bere tutta l'acqua, lasciamela che mi serve per pulirmi i piedi sporchi di sabbia!"  Ma ceeeeeeerto che te la lascio, tesoro, morirò di sete ma tu sciacquati i piedini da quella sabbia cattivona che, incredibile ma vero- popola le spiagge! 
"Si ma prima, mi pulisci gli occhiali da sole? Me li hai tutti unti di crema!!!"
Amore mio adorato, manco fossi un lavavetri, te li pulisco subito! Li avrò inavvertitamente sporcati quando poco fa, prima di farti quel "bagnetto" che a me sembrava più un bidet, mi hai chiesto di spalmarti  un po' di protezione sulle spalle che poi ti si bruciano. Se non lo avessi fatto, stanotte saresti stato simpatico quanto entrare in una macchina nera parcheggiata da ore al sole, in Arabia Saudita alle 14:00 in punto. Gli occhiali da sole poi, quelli che ti fanno sentire così figo, quelli con cui ti ho già beccato a specchiarti nei miei per vedere come ti stanno, quelli con cui ti sei fatto i selfie da mandare a tua madre, i tuoi fottutissimi occhiali da sole che non si devono mai bagnare e che anzi, devono stare sempre nella loro custodia gigantesca e pesante. Quelli che, come sempre, hai dato a me affinché li mettessi nella mia borsa, perché tu no, la borsa o uno zaino no-no, non li porti. "Mi tieni le chiavi, visto che hai la borsa?" Ok. "Eh mi tieni il portafogli, visto che hai la borsa?". Vai, dammelo. "Mi tieni il cellulare, visto che hai la borsa?" Si, dai forza. "E il costume bagnato e il mio telo da mare, me li tieni tu visto che hai la borsa?". Ma se hai visto che ho la borsa, vedi anche che quella che la porta sono io e non un mulo da soma?!? 
Poi mi chiedono perché non sono romantica... Tzè! 😒

Torniamo a Simone e alla sua proposta ad Aurora... Lei ha prima fatto un cuore con le sue manine unendo gli indici e i pollici,  poi ha risposto subito "si". 
E te credo!!!

PS: Mentre io ero intenta a scrivere questo post, dopo 3 giorni di cerimonia, feste e abiti strepitosi, la Contessina Beatrice Borromeo diventava la moglie del Principe Pierre Casiraghi, statemi vicini.




mercoledì 20 maggio 2015

Sentite condoglianze on line

Sono su Facebook dal 2008, e a seguire, credo di essermi iscritta praticamente a tutti gli altri social: ho un account su Twitter, su Pinterest, su Google Plus, ovviamente su Instagram e, non contenta, dopo aver aperto questo blog, mi sono data pure al nuovissimo Periscope. L'unica cosa che ancora non ho mai fatto è iscrivermi ai vari siti per cercare l'anima gemella tipo "Meetic", "Tinder" o "Adotta un ragazzo", ma quando non potrò più definirmi single, ma zitella, non escludo che lo farò. Preferisco ancora il contatto umano, non sono una sociopatica che si nasconde dietro il computer, e sono iscritta a tutti questi social per 3 motivi: la curiosità, la mia ambizione radiofonica (cerco anche attraverso questi canali di farmi consocere), ed infine, nonchè il motivo più vero, perchè io sui social network ci lavoro. Da anni gestisco i profili di alcune aziende, quando ho iniziato con la prima Radio anni fa, è stato difficile far capire a mio padre che mi pagavano per stare su Facebook 8 ore al giorno. Ma come dicevo allora a lui, e oggi ancora di più, il mondo è cambiato e anche le più grandi aziende è come se non esistessero se non sono presenti sui maggiori Social. Per intenderci, la Coca Cola, sarebbe comunque un'azienda di fama mondiale anche se non fosse avesse una pagina Facebook, ma la sua immagine, la sua comunicazione, e di conseguienza il suo fatturato, non sarebbero forti come invece sono. Quelli che li sanno usare, dai social ne traggono benefici, ma altri, poracci ne escono devastati! Provate a guardarvi attorno e noterete che a colpi di dita che sguisciano sui telefoni, la gente ha perso completamente il controllo del proprio ego e alcuni pure i connotati. Fateci caso: bocche a forma di culo di gallina, la lingua incredibilmente estensible verso lo zigomo, sembrano tic e invece sono occhiolini ammiccanti, e tatuaggi in mostra manco fossero opere di Cèzanne al Louvre. La cosa buona è che i piedi sono sempre in ordine, hai visto mai venisse un improvviso raptus da foto agli arti inferiori. Ho come l'impressione che telefoni e tablet siano smart, ma i proprietari, no! Ragazzi, è vero che Zuckemberg ci si è arricchito e pure parecchio ma, per-fa-vo-re ricordiamoci tutti molto bene e, se necessario, ripetiamo 100 volte ad alta voce che Facebook è un gioco! Per qualcuno è un lavoro, ma un lavoro divertente.Va bene pubblicare foto carine o spiritose, canzoni che ci piacciono, sfottò a qualche amico, video buffi o video emozionanti, è bello poter condividere gli interessi, i posti e che abbiamo visitato o che vedremo, eventi e serate a cui prenderemo parte, ma poi... basta! Non superate questa soglia, vi prego!
Premettendo che rispetto il dolore di ogni persona, e credo sia giusto viverlo come meglio si crede, c'è una cosa a cui non mi abituo e non voglio abituarmi: le "condoglianze on line". In questi anni social, tra i miei contatti ho visto cose che voi umani... il video di un funerale di un amico, le lettere aperte di chi ha perso una persona cara, i necrologi sulle bacheche di chi non c'è più (ma se non c'è più, come lo legge?), ma il massimo l'ha raggiunto un telegrafico "condoglianze zia" scritto da una nipote, dopo la morte dello zio, sui social (visibile a tutti) della povera vedova. Minchia... ma non ce l'hai il numero della Zia? Ce l'avrai l'indirizzo di casa? E allora chiamala, scrivile un biglietto, un sms, mandale un telegramma, valla a trovare, cazzo, ma non scriverle su Facebook! Che gente...
Sentite condoglianze a voi, per la prematura perdita del vostro cervello. #rip



domenica 15 marzo 2015

Ansia da prestazione

Da quando ho questo blog temo che mi ammalerò di ansia, e ho già constatato che ho pure incominicato a soffrire di sudorazione eccessiva, ma quello solo nel momento in cui clicco su "pubblica". E' normale? Non lo so.
Non mi dite che i miei "colleghi" Selvaggia Lucarelli, Alessia Marcuzzi, Chiara Ferragni, Beppe Grillo o il mio amato Linus, nel curare i loro blog, hanno i miei stessi disturbi?!?!
Ah se potessi gli chiederei tanti consigli: cosa posso scrivere e cosa no? Cosa è opportuno che voi sappiate di me e cosa è meglio, invece, che resti un mistero? Quali temi dovrei toccare? E ogni quanto dovrei scrivere?
Per esempio da giorni io sento il bisogno, la voglia, ma anche il dovere, di scrivere qualcosa in questo mio spazio. Ansia. Eppure ho solo creato un blog, niente di più, perciò non ha senso che mi senta responsabile come se avessi un tamagotchi che deve mangiare, dormire e uscire per fare i suoi bisognini, vero? Posso scrivere quel che voglio e quando ne ho voglia. Si ma cosa? E quando? Ansia... eccola di nuovo.
Che poi questi limiti non dovrebbero porseli solo i blogger, ma anche gli altri nella vita di tutti i giorni, soprattutto sul web.  Eh si, mi rivolgo a voi che con costanza scrivete su Facebook cosa fate: "in fila alla posta, uffa"; "Ho comprato il Dash in promozione, evviva" e poi ci sono i più trasgressivi "Sotto il piumone con il mio amore". E su Instagram? Tutte figlie della Clerici e della Parodi a pubbicare foto di quel che cucinate, di quel che mangiate, ed io temo molto il giorno in cui mostrerete quel che non digerite. E poi quando ci dite dove siete? E dei vostri viaggi? Per non parlare dei locali in cui passate le vostre migliori serate!?!? Ma quanto siete belle con quelle scarpe e con i capelli appena tagliati! E che bei bagni che avete!!! Adoro concentrarmi sulle mattonelle e i sanitari dietro i vostri selfie alla toilette. Vabbè, dai ma allora vale tutto?!?!!
Bene, ho appena deciso cosa raccontarvi oggi e notate come, da brava blogger, toccherò tutte le tematiche più importanti:
Questa settimana ho avuto l'influenza (salute) perciò, se non in ufficio (lavoro) ero a casa dove, vogliate scusarmi se non ve lo avevo ancora confessato, anche io ho un piumone. Ho guardato molta tele (tv) e finito di vedere House of Cards (Serie tv americane), ascoltato la mia radio preferita (Mass media), ho festeggiato il compleanno di mia sorella (Party) e ieri sera ho mangiato sushi (Food e Lifestyle in un colpo solo). Ah oggi sono perfino andata in centro a farmi un paio di regalini (Shopping): una t-shirt, una camicia ed un maglia (Moda) ed il nuovo cd di Lorenzo Jovanotti (Musica). Spero solo che mi vogliate perdonare se non vi mostro le mattonelle ed i sanitari del mio bagno (No, il selfie no).