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lunedì 16 novembre 2015

No vabbè...

No vabbè...
Per Natale la Melegatti decide di schiaffare il faccione di Valerio Scanu​ sul pandoro.
Puccccioppo solo in una limited edition, perciò già temo le risse che si creeranno nei corridoi dei supermercati di tutta Italia ( e in tutti i luoghi e in tutti i laghi, ovviamente) per aggiudicarsi questa perla rara.
Ideona!!!
Per accontentare un po' tutti, suggerisco alle aziende italiane, in occasione del Santo Natale, di produrre:
-i cioccolatini di Raffaella Fico​
-il cotechino di Orietta Berti​
-le lenticchie di Raffaello Tonon​
-il torrone di Giovanni Scialpi (nessuna malizia per favore)
-il panettone di Maria Giovanna Elmi​
-i tortellini di Sandro Mayer​
-il digestivo fatto in casa da Gianna Orrù (e non fate finta di non sapere che è la madre di Valeria Marini​)
e per finire, per festeggiare come se non ci fosse un domani...
-lo champagne di Paolo Limiti​ (N.B. sull'etichetta pretendo ci sia anche il cane Flora Dora)

Io già questo #Natale2015 me lo sarei risparmiato, adesso poi...








lunedì 6 luglio 2015

Il prossimo bacio

Quando ho aperto questo mio blog, ho deciso che avrei trattato qui quegli argomenti di cui avrei parlato se fossi stata in onda. Con questo criterio allora, nel mio ipotetico programma del 6 Luglio, si parlerebbe di baci visto che oggi è la Giornata Mondiale del Bacio.
Da quelli teneri a quelli più appassionati, quelli dati di striscio, e quelli invece in piena bocca. C'è l'ultimo bacio. Il primo bacio. Ma anche ogni nuovo primo bacio. Il bacio dell'ultima sera ,tipico delle vacanze estive, quando l'ultima sera, appunto, decidi di affrontare il rischio di prendere un palo. Ma anche quello della buonanotte, che poi chiudi gli occhi e sorridi ancora beata (e beota). Se non lo avete ancora fatto, dovreste provare il bacio sugli occhi. Poi c'è il bacio che non ti aspettavi, o il bacio che hai tanto desiderato che quando arriva, ti delude per l'effetto centrifuga nella bocca. Il bacio fatto di tanti minuscoli e ravvicinatissimi bacini, oppure quello che sveglia gli ormoni e che, tra amiche, definiamo "stracciamutande".
Dopo un'adolescenza passata a fare prove con lo specchio e con il mio braccio, dopo aver visto "Sapore di mare" nella scena in cui spiegavano come si doveva roteare la lingua, in tempi in cui non c'erano youtube, i tutorial e siti dal nome "comesibacia.it", da autodidatta cercavo di prepararmi all'evento, come il protagonista di "Nuovo Cinema Paradiso", ma invece dei film in bianco e nero, io "studiavo" su un video musicale degli anni '90 che mi preparò ad un eccellente primo bacio, di quelli che andrebebro inseriti nel Curricolum Vitae.
Una volta vidi un ragazzo da lontano e pensai che avrei voluto baciarlo. Non sapevo chi fosse, lo conobbi e qualche giorno dopo riuscii nel mio intento. Nei 3 anni successivi ho stra-maledetto quel giorno, ma quella sera la soddisfazione fu  grande. Sono un'appassionata del genere insomma. Ma che mi piacesse baciare era scritto nel mio dna e non lo sapevo: ho appena letto che il bacio alla francese, il più passionale, viene anche detto "bacio alla fiorentina”...e indovinate un po' dove sono nata io? :-P

Se c'è la materia prima, quello del bacio è un gesto così normale, istintivo... incredibile quindi che non sia così anche nel resto del mondo. Lo sapevate che in Cina il bacio è considerato poco igienico, mentre in Giappone si evita di baciarsi in pubblico per rispetto? Gli Eschimesi, si sa, strofinano le punte dei nasi; mentre in Malesia è proibito dalla legge. In Russia fino qualche anno fa, prima di Putin insomma, si usava salutarsi baciandosi sulle labbra anche tra gli uomini. Poi c'è quello inesistente" della tribù Samburu di Barsaloi in Kenya, considerato un gesto impuro perché le labbra devono essere utilizzate solo per mangiare. Per il bacio in Papua Nuova Guinea si mordicchia un ciuffo di capelli o un sopracciglio ( ma stiamo scherzando???) del partner, ma è vietato farlo in pubblico (per fortuna) perchè troppo sensuale (troppo che???). In Thailandia, infine, il bacio coinvolge anche l'olfatto: prima si avvicina la punta del naso alle labbra del proprio amato e poi si inspira profondamente.
Ecco, questa la voglio provare. 
Al prossimo bacio, che poi è sempre il più bello.





lunedì 6 aprile 2015

Rinuncio


Avete mai un fatto un "fioretto"? Si tratta di rinunciare a qualcosa di caro, in favore di una sorta di grazia "da lassù", per ottenere qualcosa a cui teniamo molto.  Antropologicamente i fioretti hanno fondamenta religiose, ed essendo io cresciuta con un' educazione cattolica, anche se non posso considerarmi proprio un'osservante,  ho deciso di farne uno. C'è chi lo fa per tutto il mese di Maggio, chi anche per una vita intera o chi, invece, approfitta della Quaresima, proprio come come ho fatto io, 40 giorni fa, quando ho deciso che avrei rinunciato, sì... ma a cosa? 
Il fumo no,  non vale. Si sa che fumare fa male ma rinunciando farei del bene a me stessa e non è questo il senso di un fioretto. Ok la verità è che non fumo molto, ma guai a chi mi tocca quelle sigarette! E se rinunciassi a mangiare carne? Eh, ma potrei avere una carenza di ferro! E poi sono toscana, quasi cannibale, quindi non scherziamo proprio! Posso rinunciare a vedere "House of Cards"?  Si certo, così "Striscia" magari poi "spoilera" anche questo finale ed io mi incazzo peggio che con Masterchef, allora no.  Rinuncerò all' alcool? A internet? Alla macchina? A uscire? Al sesso? Sentite, la vita è già difficile CON queste cose, figuriamoci SENZA! Dopo tutti questi ragionamenti ho optato per i dolci. Quindi da febbraio fino al giorno di Pasqua non ho più ingurgitato torte, biscotti, caramelle e gelati, rendendomi conto che in realtà ne mangio molto più spesso di quanto io stessa me ne accorga. Ma forse è un po' come quando da bambini ci dicevano che non potevamo fare una certa cosa e noi avremmo sfidato anche le mazzate di mamma e i calci nel sedere di papà, pur di farla. Chiamiamolo "il fascino del proibito". Quello stesso fascino che ho subito anche da grandicella, quando quel qualcuno era impegnato ed io lo volevo lo stesso. Pensate che ogni settimana passo davanti ad una gelateria di Roma, c'è sempre una fila chilometrica dentro e fuori dalla porta, io non  sono mai entrata eppure penso ogni volta che debba fare un gelato super. Durante questi 40 giorni, quasi ci sarei andata apposta per assaggiare quel gelato, ma non l'ho fatto #sapevatelo. Ho resistito a questo e ad ogni altro tipo di dolce. Sono stata a compleanni,e in ottimi ristoranti, senza cadere nella tentazione del terribile momento del dessert. Poi sabato sera, allo scoccare della mezzanotte, quando ormai era tecnicamente iniziato il giorno di Pasqua, ho concluso il mio fioretto mangiando un cioccolatino, ho fatto colazione con i Cookies, i miei preferiti, e dopo pranzo, da brava bimba ho incignato il mio meritatissimo uovo di Pasqua Lindor, il migliore. Il fascino, però, era già svanito, tanto è vero che, anzichè passare Pasqua e Pasquetta a scofanare dolci come state pensando, sappiate che in realtà quel che ho amato di più, è stato il Casatiello! Per chi non lo sapesse, è un rustico tipico napoletano ripieno di ogni tipo di salume, formaggio, uova , insomma di una bontà inenarrabile. Mia mamma, da brava donna del Sud, lo fa da Dio e per quanto ne ho mangiato, probabilmente scoppierò entro la fine di questo post.   
Se avete visto Gomorra - La serie (se non lo avete fatto cercate di recuperare immediatamente) ben conoscerete il pensiero di Salvatore Conte, un boss della camorra che ogni anno rinuncia  a una cosa che ama per non temere più niente.  Io di paure ne ho ancora tante, perciò dovrei fare ancora tanti fioretti e rinunce.
Tranne che a lei, alla Radio non rinuncio.
Ah, dimenticavo...quello che vedete è il Casatiello fatto dalla mia mamma #tantaroba